Si è svolta ieri martedì 22 settembre 2020, in tutta Italia, la prova di ammissione dei medici alle Scuole di specializzazione di area sanitaria per l’a.a. 2019/2020.
Alla prova di ammissione, per l’organizzazione logistica della quale sono state coinvolte n. 40 Università sedi di scuole di specializzazione mediche, hanno preso parte n. 23.756 partecipanti, su un totale previsto di circa n. 25.259 candidati iscritti alla prova. La prova, della durata di 210 minuti, ha previsto la soluzione di 140 quesiti e si è svolta in via telematica secondo le previsioni del bando.

La graduatoria verrà approvata in data 5 ottobre 2020, con avvio in pari data delle scelte da parte dei candidati.
La prova si è svolta regolarmente, nel rispetto delle disposizioni nazionali relative all’emergenza  sanitaria finalizzate al contenimento della diffusione del contagio da Covid-19 e garantirà l’immissione in specialità di n. 14.455 medici già a far data dal 30 dicembre p.v., data di inizio delle attività didattiche, così come previsto dal bando di concorso prot. n. 1177/2020 per l’a.a. 2019/2020. 

I candidati che hanno sostenuto la prova concorrono su n. 14.455 posti in specialità, secondo quanto previsto dal decreto, pubblicato in data 15 settembre 2020 sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca, firmato dal Ministro Gaetano Manfredi, con la distribuzione dei posti presso le Scuole di specializzazioni mediche finanziati con risorse statali, regionali e provenienti da altri enti pubblici e/o privati e di quelli riservati alle categorie previste dal decreto legislativo 368/1999.

I contratti di formazione medica specialistica per il 2019/2020 sono stati sensibilmente aumentati rispetto allo scorso anno, anche per effetto dell’adozione di recenti provvedimenti normativi adottati in fase emergenziale (decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 – decreto Rilancio, convertito con la legge 17 luglio 2020, n. 77), per un totale  di 14.455 a fronte degli 8.776 dello scorso a.a. 2019/2020. Di questi, 13.400 sono finanziati con risorse statali (erano 8.000 l’anno scorso), 888 con fondi regionali (a fronte dei 612 dello scorso anno accademico), 167 con risorse di altri enti pubblici e/o privati (per il 2018/2019 erano 164). Per quanto riguarda, invece, i posti riservati: 486 sono previsti per i medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale  e 39 i posti alle esigenze del Ministero della Difesa.