Si è svolta la prima edizione dell’Hackathon rivolto ai dipendenti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in servizio presso l’Amministrazione Centrale, organizzato dalla DGCASIS (Direzione generale per i contratti, gli acquisti e per i sistemi informativi e la statistica), in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma (https://cybersecurity.uniroma1.it) e PRS (Planning Ricerche e Studi Srl).

L’Hackathon è una competizione che ha come scopo quello di portare alla luce nuove idee, di creare dei miglioramenti tangibili al livello tecnologico e, di conseguenza, stimolare l’innovazione all’interno degli ambienti amministrativi. Un’ottima occasione per proporre qualcosa di nuovo e per mantenere in allenamento chiunque voglia accettare la sfida. Il termine Hackathon, derivato dall’unione delle parole “Hack” e “Marathon”, indica lo svolgimento di una sfida, o gara, da svolgersi entro un tempo limite, durante la quale i team competono nell’individuazione di soluzioni innovative a un determinato problema.

L’obiettivo è stato quello di creare delle valide soluzioni mediante il miglioramento dell’assistenza e dell’interazione con l’utenza esterna. Per far questo i partecipanti hanno ideato nuove tecniche e strumenti in grado di ottimizzare l’immagine e le relazioni che il pubblico ha con l’Amministrazione.

La competizione è stata organizzata in modo tale da permettere a chiunque partecipasse di avere forti stimoli nella ricerca di soluzioni utili da poter utilizzare: ogni gruppo aveva completa libertà di scelta tra lo sviluppare nuovi metodi applicativi o modificare qualcosa di preesistente per renderne più semplice o intuitivo l’utilizzo da parte del pubblico. Il risultato ha evidenziato come sia sempre possibile trovare margini di miglioramento dei sistemi utilizzati e di come l’Hackathon sia una competizione che possa stimolare l’inventiva e lo spirito di collaborazione di ogni partecipante.

Durante la premiazione, avvenuta il 28 novembre 2019, è stato consegnato un attestato di partecipazione e riconoscimento del lavoro svolto a ogni membro dei gruppi partecipanti, evidenziando per ognuno le motivazioni per cui il progetto è stato ritenuto importante ai fini del tema principale scelto per la competizione, fino a giungere alla premiazione del gruppo vincitore di questa prima edizione: un Social Care, chiamato MyMiur, applicato al mondo dell’Education, che permetterebbe ad utenti esterni di porre domande ad una community, all’interno del portale del Ministero. In pratica sarebbe possibile accedere a MyMiur tramite un account generale (chiamato appunto MyMiur), oppure tramite account specifici (MyIst per la scuola, MyUni per l’università, MyRic per la ricerca e MyAfam per l’AFAM); una volta effettuato l’accesso sarà possibile porre delle domande ad una community e altri utenti online possono interagire per rispondere e cercare di aiutare il primo utente. Per ogni risposta ottenuta, chi ha formulato la domanda può assegnare dei “diplomi” (un voto alla soluzione proposta che fa accumulare punti/diploma a chi risponde) in base all’efficacia della risposta. Con il tempo si avrebbero utenti certificati con un sistema di ranking che potrebbero diventare a tutti gli effetti assistenti per lo specifico problema. Tutto il sistema verrebbe supervisionato e monitorato da un superutente MIUR che ha il compito di moderare le risposte e controllare che tutto il lavoro venga svolto seguendo le linee guida del sistema.

 

I 25 partecipanti hanno dichiarato di essere soddisfatti dei risultati ottenuti. Malgrado le preoccupazioni ed incertezze iniziali l’organizzazione dei lavori ha saputo creare un perfetto clima di collaborazione all’interno dei team, che hanno a loro volta dichiarato di essere soddisfatti dei risultati ottenuti dall’evento, soprattutto per quanto riguarda le informazioni esterne ottenute e la possibilità di sfruttare queste nuove idee in ambito lavorativo, con l’intento di far emergere nuove proposte valide per ottimizzare i rapporti tra l’Amministrazione e l’utenza. ​​​​​​​