Il percorso di formazione proposto dalle Scuole Superiori per Mediatori Linguistici deve riguardare almeno due lingue straniere, oltre l’italiano. Particolare attenzione viene rivolta anche alle culture dei paesi nei quali vengono parlate le lingue oggetto di approfondimento. Gli studenti sono inoltre chiamati a sviluppare specifiche competenze linguistico-tecniche, tanto orali quanto scritte, proprie delle professionalità dell’area della mediazione linguistica.

I corsi di studio hanno durata triennale e corrispondono a 180 crediti formativi universitari (CFU). Al termine del corso di studio si consegue un diploma equipollente alla laurea triennale o di primo livello (L) rilasciata dalle università per i corsi afferenti alla classe delle Lauree in mediazione linguistica (L-12).
L’equipollenza è stata prevista in quanto le scuole Superiori per mediatori linguistici non sono Università ma enti privati autorizzati dal Ministero a erogare i corsi.

Il titolo rilasciato consente di esercitare l’attività di mediatore linguistico in vari ambiti e, mediante convenzione con gli Atenei nella regione in cui hanno sede le Scuole, di proseguire gli studi per ottenere un titolo di secondo livello conferito dagli Atenei medesimi cui compete la responsabilità didattica dei corsi di studio e il rilascio dei titoli. Questi ultimi, ad oggi, corrispondono a una laurea magistrale afferente la classe delle lauree magistrali in traduzione specialistica e interpretariato (LM-94) ex lauree specialistiche 39-S (interpretariato di conferenza) e 104-S (traduzione letteraria e traduzione tecnico scientifica).


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Istituti abilitati per titoli equipollenti