Il settore aerospaziale è di grande rilevanza per l’Italia, sia per le profonde ricadute sullo sviluppo economico sia per l’importanza strategica che riveste nel campo della ricerca.

Il Miur interviene in questo ambito attraverso il finanziamento dei programmi e la vigilanza svolta sull'Agenzia spaziale italiana, ente pubblico nazionale nato nel 1988 con l'obiettivo di definire e implementare, in linea con gli indirizzi governativi, la politica spaziale nazionale, rivolgendosi sia al settore della ricerca sia a quello industriale.

Accordi bilaterali e multilaterali

Sia attraverso l’Asi, sia direttamente a livello governativo, il Miur stipula numerosi accordi bilaterali e multilaterali, prendendo parte a importanti progetti internazionali. A titolo di esempio, l’Accordo bilaterale stipulato con il Kenya consente all’Italia di continuare a operare presso la Base spaziale “Luigi Broglio”, costruita a Malindi negli anni sessanta, oggi dedicata alle operazioni di tracciamento di satelliti per conto di diverse agenzie (oltre all’Asi, la Nasa, l’Esa e l’Agenzia spaziale cinese). Anche la collaborazione con la Nasa, l’Agenzia spaziale statunitense, è di particolare rilievo, poiché consente di godere di particolari diritti di utilizzo sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Nel tempo, inoltre, sono state instaurate numerose collaborazioni con le altre agenzie spaziali nazionali quali, ad esempio, Roscosmos (Federazione Russa), Jaxa (Giappone), Conae (Argentina), Isa (Israele), Isro (India), Cnsa, Cas e Cmsa (Cina), Eau (Emirati Arabi), Csa (Canada), Bsa (Brasile), Ams (Messico), Kari (Corea), Gisdta (Thailandia).

Il ruolo della ricerca spaziale a livello europeo

A livello europeo, il Miur collabora attivamente, sia presso le istituzioni dell’Unione Europea, sia presso l’Esa, Agenzia spaziale europea, di cui è il terzo paese contributore.  È importante sottolineare che il programma quadro per la ricerca Horizon 2020 dedica ampio spazio al settore  spaziale, a riprova della crescente importanza che la l’Unione europea attribuisce alla materia e a un suo ruolo indipendente nello spazio. In tale direzione si muovono anche il progetto Copernicus, che  consentirà di utilizzare le osservazioni dallo spazio per prevenire o reagire alle crisi in materia ambientale e di sicurezza e il progetto GALILEO, che rappresenta il sistema europeo di navigazione satellitare.

Il ruolo dell’Italia

L'Italia, attraverso gli investimenti realizzati dall'ASI nel sistema  Cosmo Sky-Med, è, poi, all'avanguardia anche nel settore dell’osservazione della Terra; il sistema di satelliti sviluppato dall’Asi in cooperazione con il Ministero della Difesa ha infatti quale obiettivo quello di aiutare a prevedere frane e alluvioni, a coordinare i soccorsi in caso di terremoti o incendi, a controllare dall'alto le aree di crisi per prevedere e prevenire - ad esempio - disastri ambientali, misurare gli effetti del cambiamento climatico e così via.

Inoltre, l'industria italiana, sempre attraverso l'Asi, continua anche una tradizione di ricerca nella propulsione spaziale, in particolare come leader del programma europeo Vega, il piccolo lanciatore di progettazione italiana.

La cabina di Regia Spazio

Infine, il Miur partecipa alla Cabina di Regia Spazio, istituita presso la Presidenza del Consiglio al fine di promuovere e implementare il coordinamento della politica spaziale italiana in tutti i settori di competenza. Il tavolo riunisce tutti i principali stakeholders istituzionali coinvolti nelle politiche spaziali.