Il progetto Innovation Cluster for Entrepreneurship Education (ICEE) punta a capire come raggiungere l'obiettivo europeo di offrire a ogni giovane un’esperienza imprenditoriale concreta prima di terminare gli studi (Entrepreneurship 2020 Action Plan). 
Ha una durata triennale (la conclusione è prevista a gennaio 2018 con l'analisi e la diffusione dei risultati) ed è promosso nell'ambito del programma Erasmus+, azione chiave 3 (KA3 Support for policy reform ) come progetto di ricerca internazionale. L’azione chiave 3 del programma è dedicata alle attività a sostegno delle politiche in tema di istruzione, formazione e gioventù (informazioni complete nella Guida al programma). Le azioni realizzabili sono molte, in gran parte gestite dall’EACEA, mediante specifici inviti a presentare proposte pubblicati nel sito dell’EACEA. 
 
Attori
Prende il via nel mese di febbraio 2015 anche nelle scuole italiane ed è frutto di una partnership comunitaria che vede coinvolti cinque stati dell'Unione Europea. ICEE, infatti, è promosso da un consorzio di cui è partner anche il Miur - Direzione generale per gli Ordinamenti scolastici e per la valutazione del sistema nazionale di istruzione. Nel consorzio - che è guidato da Ja-Ye Europe – sono presenti anche i Ministeri dell'Istruzione di Finlandia, Estonia, Lituania e Fiandre, gli istituti di ricerca Eastern Norway Research Institute, The Foundation for Entrepreneurship - Young Enterprise Denmark, Josip Juraj Strossmayer University in Croazia, e le strutture nazionali di JA-YE di Belgio, Finlandia, Italia, Estonia e Lituania.
Le scuole che sperimenteranno i tool prodotti per promuovere l’acquisizione di competenze all’imprenditorialità, nei cinque stati partner, sono venti. Le scuole coinvolte in Italia sono quattro, tra licei e istituti tecnici e professionali, nei tre anni di durata del progetto. È coinvolta anche una scuola di controllo, lo scopo è quello di coinvolgere il maggior numero di docenti e studenti (l’obiettivo è ottenere una penetrazione del 50%). 
 
Analisi e focus
Attraverso l'uso di gruppi di controllo, sondaggi quantitativi, focus group qualitativi e interviste, un gruppo di ricercatori guidati dall'Eastern Norway Research Institute analizzerà i risultati di apprendimento degli studenti partecipanti, l'impatto sociale, il ruolo dell'insegnante e della scuola, e gli effetti sul sistema di educazione.
L'analisi approfondita delle strategie nazionali, degli strumenti in uso, la formazione dei docenti e la valutazione degli esiti della formazione degli studenti e dei docenti, formeranno la base dei "clusters di innovazione". Essi  caratterizzeranno lo sviluppo di un modello progressivo volto a chiarire come l’educazione all'imprenditorialità possa essere realizzata a partire dalla scuola primaria, fino alla secondaria superiore.
(“Comparative Analysis of National Strategies” e “Progression Model for EE strategies”)
L'obiettivo è quello di creare un vero e proprio database di buone pratiche. Maggiori informazioni sugli innovation clusters sono reperibili nel documento  “ Intro innovation clusters” e nel sito dedicato. 
Lo stesso Piano d’azione "Entrepreneurship 2020" della Commissione Europea punta a offrire e a ogni studente  almeno un'esperienza imprenditoriale pratica prima di lasciare la scuola dell'obbligo. Attualmente, infatti, si stima che solo un giovane su dieci abbia accesso a una simile esperienza all'interno della scuola. Ed è proprio per questo che uno dei propositi del progetto ICEE è analizzare le azioni da intraprendere per raggiungere l'obiettivo del cento per cento stabilito dalle politiche dell'Unione Europea.
 
 
Entrepreneurship Education e alternanza scuola lavoro nel sistema italiano
Le strategie per l'introduzione della Entrepreneurship Education nei curriculi scolastici italiani sono decise a livello di Ministero dell'Istruzione sulla base di direttive date dal governo. 
L’alternanza scuola lavoro entra nel sistema educativo italiano con la legge 53 del 28 marzo 2003. Essa prevede, per i corsi del secondo ciclo, che i giovani che hanno compiuto il quindicesimo anno di età svolgano l’intera formazione dai 15 ai 18 anni “attraverso l’alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica, sulla base di convenzioni con imprese o con le rispettive associazioni di rappresentanza o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con enti, pubblici e privati, inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di tirocinio che non costituiscono rapporto individuale di lavoro”. 
Lo studente mantiene lo status di studente, la responsabilità del percorso è in capo alla scuola e l’alternanza è presentata come una metodologia didattica e non costituisce affatto un rapporto di lavoro. Le attività nella struttura ospitante possono essere realizzate anche in periodi di sospensione della didattica. 
Nel luglio 2015 con la legge 107 il governo ha deciso di rendere obbligatoria l'alternanza scuola lavoro definendo anche la durata (200 ore nel triennio per i licei e 400 ore nel triennio per gli istituti tecnici e professionali). In particolare la Direzione per gli Ordinamenti scolastici, attraverso il lavoro di equipe  di uno staff di esperti del mondo della scuola e del lavoro, ha elaborato le Linee Guida Nazionali per le scuole per la realizzazione dell'alternanza.
Le scuole coinvolte in Italia, soggette alla ricerca, sono quattro che stanno attivando alcuni tool relativi all’educazione all’imprenditorialità (Entrepreneurship Education EE), in particolare quelli proposti da Junior Achievement Italia (partner nel progetto), riferiti al progetto “Impresa in azione”
  • IIS Pacinotti – Roma
  • IIS E. Fermi – Pontedera (PI)
  • Liceo Scientifico Leonardo da Vinci -  Brescia
  • Liceo Scientifico Volta – Palermo
 
e una come scuola di controllo che non ha attivato i tools nella didattica:
 
Liceo Scientifico  G. Galilei – Trento.
 
Ulteriori informazioni sono reperibili nei seguenti articoli:
  • Teacher Training ( documento allegato Article on Assessment_DEF.pdf)
  • Assessment (documento allegato “Articles on Tools and Methods_DEF.pdf”)
  • Content and Tools (documento allegato“Articles on Tools and Methods_DEF.pdf”).