L’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM) raggruppa tutte le istituzioni della formazione superiore italiana il cui scopo è la formazione nei settori dell’arte della musica, della danza e del teatro.
Comprende essenzialmente le Accademie di Belle Arti, le Accademie Nazionali di Arte Drammatica e di Danza, gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (ISIA), i Conservatori di Musica e gli Istituti superiori di studi Musicali; tali istituzioni costituiscono il sistema dell'alta formazione e specializzazione artistica e musicale, nell'ambito delle istituzioni di alta cultura alle quali l'articolo 33 della Costituzione riconosce il diritto di darsi ordinamenti autonomi.  
Accanto alle istituzioni Statali, per i diversi settori della formazione artistica, esistono istituzioni private autorizzate a rilasciare titoli di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica ai sensi dell’art. 11 del DPR 8 luglio 2005, n.212
L’intero comparto AFAM è stato riformato in linea con il Processo di Bologna, con la Legge 21 dicembre 1999, n.508 di Riforma delle Accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di danza, dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati, così come simmetricamente è stato rivisto anche l’intero sistema universitario con il Decreto Ministeriale 509 del 1999 del MIUR, anch’esso redatto allo scopo di allineare tale comparto formativo con  il Processo di Bologna.

Quadro comparativo dei titoli della formazione superiore italiana

Entrambi i settori compongono il sistema della formazione superiore italiana e ad essi si accede con un titolo conclusivo di un ciclo di studi di istruzione secondaria, che per l’Italia corrisponde all’Esame di Stato conclusivo dei corsi di studio ordinari e sperimentali di istruzione secondaria di secondo grado (altrimenti conosciuto come “esame di maturità”).
Secondo la classificazione internazionale standard dell'istruzione (ISCED - International Standard Classification of Education) elaborata dall’UNESCO fin dal 1975 e successivamente aggiornata nella sua ultima edizione nel 2011, l’’accesso alla formazione superiore è consentito agli studenti provenienti dal livello ISCED 3  (Upper secondary education) che consente l’accesso sia al livello ISCED 4 (Post-secondary non-tertiary education) che in Italia corrisponde al comparto dell’Istruzione Tecnica Superiore (ITS), sia al livello ISCED 5  (Short-cycle tertiary education), ed infine al  livello ISCED 6 (Bachelor’s or equivalent level) che in Italia corrisponde per l’AFAM ai corsi di diploma accademico di primo livello.

La classificazione UNESCO ISCED 2011 ha 9 livelli di Istruzione da 0 a 8, ovvero:

ISCED 0: Early childhood education (‘less than primary’ for educational attainment)

ISCED 0: educazione della prima infanzia

ISCED 1: Primary education

ISCED 1: istruzione primaria

ISCED 2: Lower secondary education

ISCED 2: istruzione secondaria inferiore

ISCED 3: Upper secondary education

ISCED 3: istruzione secondaria superiore

ISCED 4: Post-secondary non-tertiary education

ISCED 4: istruzione post-secondaria non terziaria

ISCED 5: Short-cycle tertiary education

ISCED 5: istruzione terziaria di ciclo breve

ISCED 6: Bachelor’s or equivalent level

ISCED 6: Bachelor o livello equivalente (diploma accademico di primo livello/laurea)

ISCED 7: Master’s or equivalent level

ISCED 7: Master o livello equivalente(diploma accademico di secondo  livello/laurea magistrale)

ISCED 8: Doctoral or equivalent level

ISCED 8: Dottorato o livello equivalente (diploma accademico  di formazione alla ricerca/Dottorato)

Per i sistemi di educazione appartenenti ai Paesi Membri dell’Unione Europea, la Commissione Europea ha a sua volta elaborato un Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per l'apprendimento permanente(European Qualification Framework - EQF). Si tratta di uno schema di riferimento per tradurre i quadri delle qualifiche e dei livelli di apprendimento nei diversi Paesi per renderle più leggibili al fine di favorire la mobilità