Intercultura

Argomenti

  1. Principi
  2. Dati statistici
  3. Iniziative nazionali
  4. Minori stranieri non accompagnati
  5. Integrazione degli alunni rom, sinti e caminanti
  6. Collaborazione con l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza

La presenza crescente nelle scuole di bambini e ragazzi che hanno una storia, diretta o famigliare, di migrazione è un dato ormai strutturale del nostro sistema scolastico.
Negli ultimi anni, le scuole registrano un rallentamento della presenza di alunni provenienti da altri Paesi. La ragione sta sicuramente nella crisi economica che ha investito l’Italia e l’Europa nell’ultimo decennio ma anche nella ripresa e nello sviluppo da parte di alcuni dei paesi di provenienza.

Le nuove generazioni italiane
Gli alunni con cittadinanza non italiana sono quasi 860.000, il 10% sul totale della popolazione scolastica. La maggioranza di questi studenti, il 64,5%, è nata e cresciuta in Italia (dati anno scolastico 2018/2019).
Sono figli di immigrati, di seconda e terza generazione. Anzi sono “nuove generazioni italiane”, così essi stessi hanno deciso di definirsi e di riunire le diverse associazioni giovanili di cui fanno parte in un Coordinamento nazionale. A volte parlano l’italiano con le inflessioni locali delle nostre lingue e dialetti regionali.

Nuovi compiti educativi
I processi migratori in atto a livello globale hanno modificato anche la scuola e la sollecitano a nuovi compiti educativi. Dipendono, infatti, anche dalla scuola la velocità e la profondità dell’integrazione di una componente ormai strutturale della popolazione.
Dipende dagli esiti dell’esperienza scolastica dei figli dei migranti la possibilità di un paese di contare, per il suo sviluppo economico e civile, anche sulle intelligenze e sui talenti dei “nuovi italiani”.

Imparare la con-cittadinanza
È nella scuola che gli studenti con background migratorio possono imparare una con-cittadinanza ancorata al contesto nazionale e, insieme, aperta a un mondo sempre più grande, interdipendente, interconnesso.
In questa scuola tutti i bambini e i ragazzi si “allenano” a convivere in una pluralità diffusa. È infine anche nella scuola che famiglie e comunità con storie diverse possono imparare a conoscere le diversità culturali e religiose, superare le reciproche diffidenze, sentirsi responsabili di un futuro comune.

Un’occasione di cambiamento per tutta la scuola
Gli alunni e gli studenti di origine non italiana possono essere un’occasione di cambiamento per tutta la scuola, lo specchio di come sarà l’Italia di domani. Per questo le scuole, se ben attrezzate, possono diventare laboratori di convivenza e di nuova cittadinanza.

Competenze degli insegnanti e dei dirigenti, creatività delle autonomie scolastiche, partecipazione attiva degli studenti e delle famiglie, collaborazione con gli Enti locali e con le associazioni del territorio caratterizzano questa linea d’impegno.

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